Le Fontane Maggiori

Qui di seguito tutte le fontane maggiori che visiterete con il nostro tour!

Ciao a tutti, mi chiamo Silvia e con me visiterete la Fontana dei Quattro Fiumi.

LA FONTANA DEI QUATTRO FIUMI

La Fontana dei Quattro Fiumi, probabilmente la più monumentale fra le tre di Piazza Navona, viene realizzata da Gian Lorenzo Bernini nel 1651, durante il periodo di più florida produzione dell’artista barocco. Il committente che affida a Bernini l’incarico della Fontana è Papa Innocenzo X.  Compaiono quattro colossi, seduti su di una grotta che, al tempo stesso, regge un obelisco. I quattro protagonisti sono contornati da animali e piante. Centrale in Piazza Navona, la Fontana dei Quattro Fiumi è stata anche resa “set” di una delle scene del film “Angeli e Demoni“, tratto dall’omonimo romanzo di Dan Brown.

Bernini progetta e realizza la propria opera come un grande e caleidoscopico scenario naturale, incurante dei problemi di spazio legati alle gigantesche dimensioni delle statue che lo compongono. Le quattro colossali figure accomodate sulla grotta, nucleo fondamentale della Fontana, sono i Quattro Fiumi che le danno anche il nome: conosciamo così il Nilo, il Gange, il Danubio ed il Rio della Plata. Essi sono i quattro principali fiumi del mondo e Bernini li sceglie per rappresentare una Natura benigna e rigogliosa, fiorente e morbida. Accompagnano i quattro uomini altrettanto giganteschi animali, tra cui un cavallo, un leone, un delfino, un drago, un coccodrillo ed un serpente; al contrario delle allegorie dei Quattro Fiumi, imponenti e libere nei loro movimenti, gli animali si nascondono e cercano di ripararsi alla vista. In perfetto stile Barocco, per identificarli e trovarli tutti, bisognerà girare attorno alla Fontana.

Abbiamo brevemente conosciuto gli animali e le figure che compongono la Fontana dei Quattro Fiumi, il suo fondamentale obelisco…

Naturalmente questo è solo un assaggio delle sorprese che questa Fontana e Bernini Vi riserveranno. Per saperne di più…non aspettiamo altri che Voi!

 

Ciao sono Alessandra e vi porterò a conoscere la Fontana del Tritone…

FONTANA DEL TRITONE

Assolutamente da non perdere, questa fontana si trova nel centro di Piazza Barberini, ed è stata creata tra il 1642 e il 1643 da Gian Lorenzo Bernini e commissionata da Papa Urbano VIII.

L’opera è una spettacolare fusione di elementi naturalistici e antropomorfi. Essa è costituita interamente in travertino ed è formata da una vasca molto bassa in cui quattro delfini, che si reggono sulla testa, sollevano con la coda una grossa conchiglia aperta sulla quale si trova inginocchiato un tritone che sorregge con le mani una chiocciola marina e vi soffia in modo da emanare un altissimo zampillo di acqua; tra le code dei delfini si possono ammirare insieme alle chiavi pontificie, le api, stemma della famiglia Barberini.

Fino al XVIII secolo era macabra usanza esporre davanti a questa fontana i cadaveri degli sconosciuti mentre un banditore invitava la folla al riconoscimento. L’opera, considerata una delle più belle fontane di Roma, ha subito nel corso degli anni diversi restauri, l’ultimo dei quali risale al 1998.

Volete ammirare l’inconfondibile capolavoro di Bernini che lascia a bocca aperta per la sua imponenza ed eleganza delle forme?!?…contattateci 

 

 Ciao! Sono Selene e con me visiterete…

 LA FONTANA DEL PANTHEON

Nella bellissima e suggestiva Piazza della Rotonda, davanti al Pantheon troviamo una delle fontane più famose e fotografate della Città Eterna.

Se una tappa fondamentale, una volta giunti a Roma, è visitare il Pantheon, non si può non dare uno sguardo e scattare una foto alla fontana del Pantheon. La sua storia inizia nel 1515 quando lo scultore Leonardo Sormani comincia a scolpire la parte scultorea ancora prima di conoscerne la collocazione. Essa è una delle fontane costruite “in serie”, procedimento in voga nel periodo di Giacomo Della Porta, che ne fu anche il disegnatore. L’obelisco al centro fu voluto da Clemente IX nel 1711, opera dello scultore V.Felici e dell’architetto F.Barigioni, che si curò anche di trasportare l’obelisco da piazza di S.Macuto e di innalzarlo al di sopra della fontana, l’architetto stesso scolpì le quattro maschere, che furono, inspiegabilmente, sostituite nel 1886. La fontana era anticamente protetta da colonnine di bigio unite da inferiate, poiché nel Settecento essa era soggetta a numerose manomissioni; nel 1928 il comune di Roma toglie la protezione.

Se tra le tappe del vostro tour a Roma è presente il Pantheon o se semplicemente volete saperne di più e passare una giornata divertente, ricca di cultura e in compagnia, beh contattateci!

 

Ciao sono Rita e con me visiterete…

LA FONTANA DELLA DEA ROMA

L’intero progetto di Michelangelo per la bella piazza del Campidoglio, fu commissionato da Papa Paolo III. compreso il disegno della pavimentazione che esaltava il monumento di Marco Aurelio, posto al centro della piazza. Tutto proprio come ancora oggi possiamo ammirare, fatta eccezione per la fontana della scala senatoria che non fu prevista dal Buonarroti; in quanto a quell’epoca (intorno al 1536), sul Campidoglio non c’era acqua corrente. Successivamente le autorità romane, dopo aver realizzato il bottino dell’acqua Felice, decisero di costruire in questo luogo una fontana; venne, a tal fine, bandito un concorso.

Matteo Bartolani vinse il concorso con un progetto nel quale apparivano 5 vasche che dovevano ricevere l’acqua che ricadeva da una lupa soprastante con le statue dei fiumi a fianco. Ma come oggi possiamo constatare, anche se questo progetto fece vincere il concorso all’architetto, non venne mai realizzato.Nel 1588 la fontana assunse l’aspetto attuale. Le due statue di colossi che sono ai lati, vennero trasferite qui dal colle Quirinale (tra il 1513 e il 1527); si trovavano originariamente nei pressi delle terme di Costantino.Furono poste sotto la scala del palazzo Senatorio nell’odierna posizione. La statua di sinistra che si appoggia alla sfinge rappresenta il Nilo, semi sdraiato e con una cornucopia, simbolo della fertilità (per analogia forse doveva rappresentare l’Eufrate e solo più tardi si diede l’attribuzione al grande fiume egiziano); e quella di destra che si appoggia a una roccia, accanto alla quale si vedono i due piccoli che giocano con la lupa; rappresenta il Tevere. (Inizialmente era il Tigri: solo più tardi alla tigre fu sostituita la lupa).Al centro della composizione la Dea Roma che sostituì nel 1693 la statua della Minerva.

Ciao sono Stefano e con me conoscerete…

LA FONTANA DEL MORO

La “Fontana del Moro”, tra le più antiche fontane rinascimentali di Roma, è una delle tre fontane monumentali di piazza Navona.

 Subito dopo il restauro dell’acquedotto dell’”Aqua Virgo”, terminato nel 1570, furono iniziati i lavori per una ramificazione sotterranea secondaria del condotto, in modo da raggiungere l’area dell’antico Campo Marzio, tra le zone più popolose di Roma, e venne di conseguenza progettata anche l’edificazione di un certo numero di fontane. Tra le prime furono commissionate da papa Gregorio XIII, nel 1574, a Giacomo Della Porta, le due poste alle estremità di Piazza Navona (all’epoca “piazza in Agone”), di cui la Fontana del Moro è quella che si trova sul lato meridionale (quello rettilineo) della piazza.

 Il progetto del Della Porta prevedeva una vasca marmorea a pianta mistilinea poggiata su due gradini, che poco dopo venne circoscritta da una cancellata. Stesso progetto e stessi interventi anche per l’altra fontana della piazza, quella poi chiamata “del Nettuno”, all’estremità settentrionale.

 Per la decorazione vennero usati i quattro tritoni che due anni prima erano stati realizzati (e non utilizzati) per la fontana di piazza del Popolo, insieme a gruppi rappresentanti un mascherone tra due delfini.

 In occasione della realizzazione, al centro della piazza, della “Fontana dei Quattro Fiumi”, nel 1651 papa Innocenzo X affidò a Bernini anche l’ampliamento della fontana meridionale, con la rimozione dei gradini e della cancellata e la costruzione di una vasca esterna più ampia, della stessa forma di quella interna.

 La grossa conchiglia (la “lumaca”) con tre delfini, con cui Bernini ornò la fontana, non piacque al papa, che l’anno successivo trasferì l’intero gruppo in una villa sul Gianicolo. Un successivo tentativo incontrò finalmente il favore di Innocenzo X: una figura maschile che trattiene per la coda un delfino (un po’ troppo piccolo, in proporzione), che getta acqua dalla bocca, scolpito da Giovanni Antonio Mari. I tratti somatici della figura richiamano vagamente le caratteristiche di un uomo di colore, particolare che bastò per dare alla fontana il nome che conserva tuttora.

 Secondo una versione tradizionale, per il volto del “Moro” Bernini si sarebbe ispirato alla statua di Pasquino (i cui tratti erano però anche allora alquanto rovinati), e questa circostanza potrebbe giustificare una sorta di “dispetto” fatto al papa, dato che le “statue parlanti”, e Pasquino in particolare, al cui collo mani ignote appendevano versetti satirici e feroci critiche alla classe dirigente, erano all’epoca una grossa preoccupazione per i nobili e il clero in generale.

 Nel 1874, contemporaneamente alla realizzazione definitiva della fontana settentrionale di piazza Navona, tutti i gruppi scultorei della Fontana del Moro vennero rimossi e trasferiti e sostituiti da copie. Solo in tempi recenti si è proceduto al loro restauro, ma gli originali sono stati utilizzati per altre fontane; i tritoni, in particolare, si trovano nella fontana del laghetto di Villa Borghese.

File:Fontana del Moro Roma.jpg

Per qualsiasi informazione lascia un commento qui o manda un e-mail a: blueinrome.tour@gmail.com

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