Pubblicato da: lefontaneromane | 20 giugno 2010

ASTRAMBIENTE presenta: Misteri a Roma

La città eterna, la caput mundi, come preferiamo chiamarla, è da sempre stata oggetto di misteri e fatti oscuri. La sua nascita ed il suo effettivo fondatore sono avvolte nel mistero, l’incredibile potenza ed influenza che ha esercitato ed esercita nel mondo, le profezie sulla sua fine e sulla conseguente fine del mondo: cos’è, o meglio, chi è Roma per avere nelle proprie mani addirittura il destino del mondo?

Secondo la mitologia, la fondazione di Roma fu voluta dagli dei, che “inviarono” sul posto il troiano Enea; non fu comunque una divinità qualsiasi a volere Roma, ma Venere, madre di Enea. Dunque, Roma nasce con la protezione della dea dell’amore, che verrà anche resa soggetto di alcune fontane, ma con il nome mutato: Dea Roma, a mostrare quanto fosse forte il legame tra la dea dell’amore ed il popolo romano.

    

 

Se fin dalla sua nascita Roma si pone come un mistero insoluto, non deve stupire nessuno il fatto che molti registi abbiano deciso di ambientare i propri film nella città eterna e che anzi questi siano diventati veri e propri cult per molte generazioni.

Mettiamo insieme i vicoli più oscuri e stretti di Roma, la nebbiolina che alla sera le fa da comodo scialle, gli alti campanili illuminati da fiochi lumi; agitiamo bene ed avremo Il segno del comando, sceneggiato di mistero ambientato a Roma e girato nel quartiere di Trastevere negli anni ’70.

 

Il professore di letteratura inglese, Edward Forster (interpretato dall’attore di teatro Ugo Pagliai), viene chiamato a Roma per alcuni studi realizzati sul periodo romano di Lord Byron e nello specifico su un passo in cui Byron accennava ad una piazza con fontana; piazza, questa, che nella realtà topografica di Roma non esiste affatto e che per anni ha ingannato fan dello sceneggiato, alla ricerca della fantomatica piazza. Il professor Forster giunge a Roma per tenere una conferenza, ma viene suo malgrado coinvolto in una ricerca spasmodica del cosiddetto “segno del comando”, tra sedute spiritiche ed omicidi, ma soprattutto accompagnato da una presenza femminile molto misteriosa ed evanescente. Questa presenza, a cui l’attrice Carla Gravina presta corpo e voce, è forse la parte più interessante dello sceneggiato, poiché sembra incarnare la vera essenza di Roma: sorridente ma mai divertita, abbondante ma mai eccessiva, sempre oscillante tra la chiarezza della propria bellezza e l’ombrosità dei propri movimenti, appare e scompare nei momenti fondamentali della storia per chiarire o complicare ulteriormente la già annodata matassa dei fatti.

Edward Forster è molto affascinato da questa misteriosa donna, tanto che nella prima parte della storia compirà delle lunghe ricerche per trovarla ed identificarla, senza, ovviamente, riuscirci. Saprà solo il suo nome: Lucia. Come incasellare una presenza così evanescente in un nome e cognome? Come incasellare Roma nella riduttiva definizione di città? Ormai dovremmo averlo capito bene, Roma è molto più di questo; la città in cui il professor Forster si aggira non è la Roma in cui andiamo a passeggio, facciamo la spesa, andiamo di fretta. È una città notturna, che dorme di un sonno finto, in realtà sempre attiva e vigile, pronta a scattare al minimo movimento; e se è vero che la risoluzione in bianco e nero utilizzata dal regista e la lentezza nell’avvicendamento delle scene (forse derivante anche dalla preparazione teatrale dell’attore protagonista, che, fissando lo schermo per lunghi secondi, rende ancora più intense le scene) aggiungono quell’indispensabile quid di mistero ad una storia eminentemente di mistero, è altrettanto vero che, di per sé, Roma è abbastanza poliedrica da non aver bisogno di filtri che creino effetti di mistero.

   

Perfetto scenario di storie di mistero, di storie di avventura, di storie d’amore…anche il professor Forster si renderà conto che esiste un mondo intero dietro il segno del comando (medaglione che la donna misteriosa gli affida); dietro l’immediatamente constatabile, dietro Via Margutta (via centrale di Roma, dove inizia la storia), il vero mistero e lo scopo da raggiungere non è solo il potere assoluto ed incontrastato, ma capire e controllare Roma.

Spengiamo la televisione e guardiamo fuori dalla finestra; usciamo di casa, giriamo per le vie centrali di Roma e chiediamocelo anche noi: siamo riusciti nell’obiettivo imposto al professor Forster ?

Conosceremo mai fino in fondo Roma?     

 


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